Cosa sono i Bitcoin

I Bitcoin sono una valuta elettronica, e una delle loro caratteristiche tipiche è che non c’è un organo centrale che li emette, ma utilizzano un database distribuito tra i nodi della rete che traccia le transazioni, processo noto come Blockchain, ovvero è un protocollo di comunicazione, che identifica una tecnologia basata sulla logica del database distribuito. Un database in cui i dati non sono memorizzati su un solo computer ma su più macchine collegate tra loro, chiamate nodi.



I Bitcoin, quindi, sono una moneta che non ha un proprietario e che non esiste fisicamente, ma può essere usata per i pagamenti, proprio come se fosse una moneta fisica.

Il loro valore, poi, è stabilito sulla base di complessi calcoli, e il loro mercato è abbastanza ristretto, oltre al fatto che la crescita di questa moneta è controllabile e stabilita a priori, aspetto questo che la rende immune dalle fluttuazioni legate alle politiche monetarie, e che permette di stabilire un certo livello di inflazione.

La rete Bitcoin consente il possesso e il trasferimento anonimo delle monete, i dati necessari a utilizzare i propri Bitcoin possono essere salvati su uno o più personal computer sotto forma di portafoglio digitale, o mantenuti presso terze parti che svolgono funzioni simili ad una banca. In ogni caso, i Bitcoin possono essere trasferiti attraverso internet verso chiunque disponga di un indirizzo Bitcoin.


La struttura Peer-To-Peer, vale a dire architettura in cui tutti i computer connessi svolgono la funzione sia di client, che di server, della rete Bitcoin, e la mancanza di un ente centrale, rende impossibile a qualunque autorità governativa o meno, il blocco dei trasferimenti, il sequestro di Bitcoin senza il possesso delle relative chiavi, o la svalutazione dovuta all’immissione di nuova moneta.

Bitcoin è una delle prime realizzazioni di un concetto definito come Criptovaluta, ovvero una valuta paritaria, decentralizzata digitale la cui implementazione si basa sui principi della crittografia per convalidare le transazioni e la generazione di moneta in sé, descritto per la prima volta nel 1998 da Wei Dai su una mailing list.


La volontà era quella di creare una valuta indipendente da ogni autorità e che permettesse, dunque, di effettuare pagamenti elettronici su scala globale in modo veloce e anonimo, con la quale si possono comprare oggetti reali.

Questo tipo di valuta, dunque, esiste solo virtualmente e non ha una corrispondenza fisica. Questo aspetto ha creato diversi problemi in termini di fiducia, tanto che in alcuni paesi la valuta è stata vietata.

La modalità di scambio dei Bitcoin, infatti, prevede l’assenza di un’autorità di controllo e i trasferimenti vengono definiti come un cambio di proprietà della valuta.

Questa peculiarità impedisce di annullare una transazione e di riappropriarsi dei Bitcoin trasferiti, anche perché la transazione viene trasmessa ai nodi più vicini della rete, che poi propagano il pagamento attraverso la rete.

I nodi onesti, però, rifiutano le transazioni fraudolente o invalide, cosa che aumenta il livello di sicurezza degli scambi effettuati.
La caratteristica essenziale dei Bitcoin, poi, è che nessuno può controllarne il valore, proprio grazie al metodo di creazione della valuta che è decentrato.

La quantità di valuta in circolazione è definita a priori e tutti ne sono a conoscenza, e in questo modo l’inflazione, che è prevedibile, può essere utilizzata da un ente centrale per ridistribuire la ricchezza tra gli utenti.

Negli ultimi tempi, i Bitcoin hanno fatto registrare risultati molto positivi, tanto che alcuni economisti stanno iniziando a considerare i Bitcoin come la valuta del futuro.

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